Agli amici motociclisti abruzzesi
di Luigi Rivola | Postato in Senza categoria
Le immagini del terremoto in Abruzzo ci hanno mostrato morti, desolazione, rovine, che non ci possono lasciare indifferenti. La moto è cosa da poco, ma unisce nel nome di una comune passione
Alla fine del 1992 sulla provincia fiorentina piovve per molti giorni e il torrente Mugnone straripò con effetti devastanti sulla periferia del capoluogo toscano. Allora lavoravo a Motosprint e in redazione ricevetti una telefonata da una ragazza di Firenze, una telefonata che non ho mai dimenticato. Era un’appassionata di moto e piangeva. Aveva una Yamaha XT 350, la teneva nel garage di casa, ma quella notte la furia dell’acqua si era scatenata. “Ha distrutto il garage – mi disse – e mi ha portato via la moto; l’ha sepolta sotto un mare di fango dopo averla demolita sbattendola contro muri e alberi”. Che cosa potevo fare io per lei? “Volevo solo sfogarmi con qualcuno che potesse capirmi” – rispose lei a questa mia muta domanda.
Potevo capire. Da appassionato di moto e anche perché nel 1966 ero stato fra quelli che avevano dato una mano, facendo la catena umana coi secchi, a vuotare le cantine di Firenze invase dall’acqua dell’Arno.
Ho visto in televisione le immagini del terremoto in Abruzzo e immediatamente mi è tornata in mente quella telefonata. Chissà quanto motociclisti a L’Aquila e nei paesi vicini, completamente distrutti dal sisma, hanno perso parenti, amici, la casa e anche la moto.
Che cosa possiamo fare noi per loro? Essergli innanzitutto vicini con la nostra sincera amicizia, poi pensare ad iniziative che possano in qualche modo essere loro d’aiuto. Non potremo ridare loro l’affetto dei loro cari eventualmente scomparsi, né la casa, ma la tragedia può essere alleviata – non ora certamente, ma più avanti quando la situazione sarà tornata quasi alla normalità – ad esempio organizzando manifestazioni dedicate a loro, mobilitandosi come Moto Club per contribuire alla ripresa dell’attività dei vari Moto Club esistenti a L’Aquila. Officine potrebbero offrirsi di “adottare” una motocicletta riparabile di un motociclista terremotato e rimetterla in sesto donando la mano d’opera, mentre una colletta fra i soci di un Moto Club potrebbe offrire i pezzi di ricambio. Noi saremmo lieti di dare spazio su Motonline e anche su Dueruote a queste o ad altre azioni a favore degli amici motociclisti abruzzesi così duramente e incolpevolmente colpiti. Segnalo a questo proposito l’iniziativa del MC Biker Salerno City, che in occasione del motoraduno nazionale in programma il 25 e 26 aprile a Salerno ha deciso di devolvere parte dell’introito delle iscrizioni ai terremotati. La somma raccolta sarà inviata al Comitato Regionale Abruzzo della FMI.
Non sarà certo molto quello che potremo fare, ma la spinta c’è e viene dalla consapevolezza che per tutti gli appassionati la moto non è semplicemente un veicolo, ma qualcosa di più, costato spesso molti sacrifici e curato con una dedizione che rasenta l’affetto.
4 Commenti »
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di gabrielepaterlini | 10 Aprile 2009 h. 11:21
Caro Rivola,
faccio fatica a trovar parole che possano in qualche modo essere di conforto a quella povera gente. Sento il rischio di navigare nel retorico, specialmente ora che l’onda emotiva dell’accaduto è ancora alta, ma voglio comunque esprimere tutto il mio affetto e vicinanza a quella popolazione così colpita.
Sarà che ho lavorato e vissuto ad Avezzano per 3 anni, sarà che quel giorno anche casa mia ha tremato così forte che pensavo si smontasse, sarà che da quando è nato mio figlio la Vita è cambiata e con essa le priorità e i valori!
Durante quella nottata io e mia moglie abbiamo stretto al petto nostro figlio sperando che tutto finisse al più presto. Oggi al pensiero che in Abruzzo tante famiglie hanno perso quanto di più caro si potesse avere in vita come un figlio, un caro, un parente, un amico, mi lascia dentro una tristezza che probabilmente ricorderò per sempre.
C’è una foto che gira sul web, una foto davvero commovente che ha immortalato il triste destino di quella popolazione e che mi tormenta: una bara piccolissima, bianca, adagiata sopra ad un’altra bara che ogni probabilità è quella della mamma di quel piccolo angioletto strappato alla vita terrena dalla furia del terremoto.
Non so in che modo potrò contribuire alla causa dei Moticiclisti Abruzzesi, ma intanto prego, prego per quella terra, per qualla gente e per i loro Angioletti e quando sarà il momento di far qualcosa per i Motociclisti Abruzzesi cercherò di rispondere “presente”!!
Ognuno di noi faccia ciò che la coscenza gli comanda, anche una sola preghiera sarà stato un contributo importante.
Duca72
di chiaretta0103 | 10 Aprile 2009 h. 12:10
Complimenti Gigi, bella proposta!
di valerio17071966 | 10 Aprile 2009 h. 16:20
Ho letto con estremo interesse la tua proposta. E’ vero: nessuno di noi potrà mai far ritrovare gli affetti a chi li ha perduti, ma come te sono convinto che la vera solidarietà si dimostra anche nelle piccole cose. E’ inutile , finto ed opportunista fare grandi proclami che poi non potremo mantenere. E’ molto piu funzionale e motivante per quella gente sfortunata aiutarli da subito nelle piccole cose del quotidiano. Riparare una moto quando la popolozione dorme in una tenda tra incubi su cio che é stato potrebbe apparire futile ed invece io sono convinto che puo contribuire a ridare un bell’attimo a chi pensa di non poterne avere piu. Io non sono meccanico né ho alcuna esperienza che possa essere di qualche valore aggiunto, ma do sin da ora la mia adesione agli eventuali raduni di solidarietà che verranno organizzati. Saluti
di alberth56 | 10 Aprile 2009 h. 18:13
Sarò anch’io presente anche per un piccolo aiuto
Grazie per l’idea
Alberto