Scacco alle regine
di Luigi Rivola | Postato in Senza categoria
Le supersportive giapponesi, simbolo della massima tecnologia applicata a prodotti di serie, sono in crisi. Resiste e attacca nel mondiale STK la Kawasaki, poco la Honda, disertano la Yamaha e la Suzuki
È arrivato l’elenco provvisorio degli iscritti al mondiale Superstock 1000 2012 (lo potete trovare in questo sito su Sport/SBK) e l’ho scorso attentamente con la percezione a prima vista che ci fosse qualcosa che non andava.
Il punto è questo: i giapponesi detengono la tecnologia più evoluta e sono diventati vincenti sul mercato perché hanno saputo trasferire questa tecnologia al prodotto di gran serie. Per loro la supremazia tecnica e industriale è motivo di orgoglio personale e nazionale e la loro mentalità li porta a fare di tutto per mantenerla ad ogni costo. Il prodotto che richiede poca tecnologia non attrae il loro interesse; è per questo che, pur rendendosi conto che la corsa alle prestazioni irrazionali delle ipersportive si sarebbe prima o poi rivelata controproducente, non sono mai stati capaci di trovare una soluzione per contenerla entro limiti convenienti per tutti.
Se nel mondiale MotoGP possono sfogarsi coi prototipi (ed è questo il motivo per cui si oppongono ad Ezpeleta che vorrebbe ridimensionarli) nel mondiale Superstock dovrebbero essere ancora più orgogliosi di partecipare per umiliare tutti i costruttori non giapponesi che si azzardano a far loro concorrenza sul mercato delle ipersportive, quello della tecnologia più difficile in assoluto perché non applicata a prototipi, ma a moto di serie.
Ebbene, l’elenco iscritti STK 1000 2012 ci mostra una griglia di partenza composta in larga maggioranza di Kawasaki (la Casa, pur giapponese, che tre anni fa ha apertamente abiurato il mondiale prototipi per “convertirsi” ai campionati delle derivate) e Ducati: 9 la prima e 10 la seconda, di cui 6 Panigale e 4 1198R, più 3 BMW, 2 Honda e un’Aprilia. Mancano totalmente Yamaha e Suzuki.
L’aspetto grave della questione non è la scelta delle Case giapponesi – Kawasaki esclusa – di disertare il mondiale Superstock, quanto la constatazione che in un campionato di moto di serie (con limitatissime e non sostanziali modifiche) i piloti e i team privati, che fino a pochi anni fa consideravano le supersportive giapponesi (Yamaha e Suzuki su tutte) uniche armi vincenti alla loro portata, oggi le snobbano in favore di moto europee o di una Kawasaki.
È una resa? Un errore strategico? Non lo so. So che da oggi i concessionari Yamaha e Suzuki non potranno più dire: “Prendi una R1 o una GSX-R e stracci tutti”.
7 Commenti »
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di gmvproject | 17 Febbraio 2012 h. 09:49
Non penso sia una resa da parte delle case giapponesi, piuttosto in tempi di crisi magari le aziende hanno deciso di puntare solo su alcune competizioni vedi Sbk o Moto Gp…
di principe0602 | 17 Febbraio 2012 h. 09:58
Grande Gigi, ecco questi sono gli argomenti che trovo veramente interessanti e mi piace ovviamente il modo in cui tu li svisceri. Personalmente sono convinto che nella SS 1000 la crisi non c’entra, ma penso che le Regine comincino a patire i prodotti italiani (Aprilia, Ducati e MV). Non vorrei essere troppo patriottista, ma noi italiani con quel carattere latino che spesso ci sfavorisce, quando e`ora di “inventare” siamo i migliori. Alla Kawasaki hanno le idee chiare e il prodotto quasi vincente, ma non basta; le altre 3 mi fanno paura. Sanno che gli italiani sono fortissimi, ma credo che si stiano riorganizzando in preparazione di un gran ritorno. Le super sportive del sol levante hanno bisogno di un cambiamento, Aprilia, Ducati e MV ogni tanto ribaltano il prodotto e sono subito al vertice, loro invece sono anni che migliorano, affinano, allegeriscono ecc. ma `se vogliono tornare grandi devono compiere una rivoluzione perche` le regine italiane si allontanano. Certo stiamo vivendo un momento veramente interessante. Tu scrivi, io leggo.
di mabus0109 | 17 Febbraio 2012 h. 14:15
Tutta colpa della Ducati. Continuo a pensare che sia un grosso errore far correre un 1200 contro i 1000cc. Secondo me i giapponesi si sono stufati di farsi prendere per i fondelli;il giorno in cui la cilindrata sarà uguale per tutti,vedrete che i costruttori giapponesi torneranno alle corse!
di ridges | 18 Febbraio 2012 h. 00:21
Da tempo;come grande fan devoto alla casa dei 3 diapason,mi preoccupo e denuncio il fenomeno che realmente non mi spiego..la defezione di Yamaha ad eicma 2010 non è stata seguita da una reazione all’altezza(supertenere non scalfisce Gs e fz8 non è certo espressione di massima tecnologia..)del grande lavoro ostentato da bmw e ducati e perfino Mv che notoriamente produttore di oggetti pregiati per pubblico di nicchia,evolve il prodotto,lo rende più piacevole e facile da utilizzare e allineato ai prezzi della concorrenza!Il ritardato e comunque non completo ingresso nella sfida elettronica(honda “solo”il c-abs,yamaha nonostante per prima con cornetti ad altezza variabile e ride by wire oltre le tre mappe dalla strana taratura aggiunge il TC senza però completare il pacchetto come bmw o aprilia e suzuki resta ferma alle 2 mappe..)nonostante notoriamente l’altissimo livello tecnologico sia vanto del paese del sol levante che nella motoGp trova applicazione estrema!Sono più che perplesso e nonostante speri in un enorme spettacolo di fuochi artificiali che rimetta le cose a posto da un momento all’altro,col passar del tempo son sempre più scettico e non trovo risposta. Persino il gap di 20cv(a volte di più)rispetto alla s1000rr è inaccettabile considerando la tradizione e il know how dei jap col 4 in linea frontemarcia. Giustificazioni del tipo”potenze assurde per moto targate”non han nessun senso visti i 160cv +o- già a disposizione che sono in ogni caso cavallerie al di la del limite del buon senso,fruibili solo in pista e solo x gente con esperienza e doti. Ormai le hypersport non possono più avere compromessi perchè gli utenti le vogliono per fare i nazionali superstock! Una moto come R6 con un motore assente ai medi e bassi giri ed un confort a misura di fachiro,perchè non esce dalla fabbrica con i tubi freno aeronautici in treccia metallica?Non è una questione di spesa che rispetto la gomma è veramente trascurabile. Honda dichiara che il tubo in gomma restituisce una frenata più modulabile ma in pista dopo 2 giri il fading è insopportabile..francamente non trovo compromessa la modulabilità della frenata dall’uso dei tubi in treccia nella mia seppur limitata esperienza mentre la costanza di rendimento con l’uso intenso è imparagonabile! L’analisi di Rivola è indiscutibile e mostra la situazione degli schieramenti amatoriali che non si distacca da quella di mercato..al giorno d’oggi tra campionati nazionali e giornate di prove libere in circuito,una gran parte di coloro che compra la supersportiva,ha intenzione di usarla per davvero e nel caso delle gare,vuole un mezzo vincente! So bene che le hypersport non sono la categoria che fa “i numeri”nelle vendite e che quindi porta i soldi ai produttori,ma questo prodotto resta il fiore all’occhiello dei vari marchi e produce un ritorno in termini di immagine,innegabile,anzi,estremamente rilevante! 10 e più anni fa,Yamaha con R1 ha dato una scossa indimenticabile al settore,costringendo tutti ad adeguarsi..da allora l’evoluzione è stata costante ma sempre caratterizzata da step relativamente contenuti.Da un paio d’anni stiamo assistendo ad una nuova scossa che definir poderosa è poco e stavolta sono i giapponesi a doversi adeguare! Come appassionato motociclista,sono ebbro di felicità ed eccitazione perchè la mia generzione ha il privilegio di poter usufruire di mezzi fantastici che quand’ero sedicenne non si potevano neppure sognare! Ma nonostante sia conscio che un cbr1000 come una gixxer e ancor di più un’R1,siano già allo stato attuale oggetti favolosi che sanno dare piena soddisfazione e momenti magici al loro proprietario,so anche che a queste moto oggi vengono preferite concorrenti più estreme che dimostrano di aver imboccato la giusta strada. Niente compromessi! La hypersportiva deve essere racing senza compromessi con sospensioni e freni pronti per la pista(non credo che una panigale o una rsv4 factory non siano fantastiche sulle strade di montagna perchè un ohlins ttx non è un mono confortevole su strade aperte alla circolazione..),tutta la cavalleria che ostenta la concorrenza(vabbè la maggior parte dei proprietari userà le mappe soft e mai saprà sfruttare il mezzo scelto ma chi compra una 430 o una gallardo allora?)ed un pacchetto elettronico full(la cella per il cambio elettronico deve esserci dai!!),tutte cose che fanno grande scena e magari servono solo ai piloti ma fanno vendere! “Al bar”,per quanto pensando razionalmente sia ridicolo,la gente un l’R1″ferma”al confronto dell’s1000rr,enumera gadget elettronici dei quali non conosce il funzionamento e sopravvaluta l’influenza sulla guida(alcuni pensano adirittura che non si faccian più cadute e che i tempi in pista migliorino sostanzialmente della serie “si guida da sola!”)ma ritiene indispensabili!!
Sono certo che i jap arriveranno e mi aspetto anche quel qualcosa in più che renda il prodotto non solo in linea con la concorrenza ma di nuovo punto di riferimento! E’ obbligatorio oggi come oggi sia per il marketing sia come sottolinea Rivola,per vincere nei campionati dedicati ai prodotti di serie la vittoria nei quali,ancor più della vittoria nella massima serie,spinge all’acquisto !!
Forza Yamaha!!
di connte | 18 Febbraio 2012 h. 10:59
Probabilmente le altre case giapponesi stanno impegnandosi al massimo , mentalmente ed economicamente, nella moto gp. Ricordiamoci che sicuramente la crisi economica, che ha colpito tutti i settori, (a parte il lusso) ha colpito anche loro. Sicuramente preferiranno impegnarsi in campionati dove possono sì, sbizzarrire maggiormente la creatività, ma che danno una visibilità molto maggiore; di conseguenza introiti economici. In teoria.
di franna | 19 Febbraio 2012 h. 10:57
Si comincia da capo,le azziende Italiane sono piene di DEBITI,Ducati,Moto Guzzi,la gloriosa MV,ecc.I Giapponesi vivono in un modo diverso,si fermano prima di commettere atti IMPURI. La Ducati è in vendita,a vinto il mondiale,bene con la vendita di 40.000 moto,i GIAP,sono arrivati dopo ma con una vendita di alcuni MILIONI di moto vendute,attaccatevi al TRAM….amici ITALIANI,e questa è crisi,dormite tranquilli che i giapponesi non guardano sicuramente le nostre IDEE,ciao ciao.
di Charlie-Brown | 20 Febbraio 2012 h. 16:02
Io credo che i giapponesi si siano fermati in attesa di verificare l’andamento dei mercati. In tempo di crisi la Honda non punta più sulla linea CBR favorendo l’Integra con tutto lo strascico di motorette da 700 cc. figlie di un progetto economico ben preciso. Ormai per una uscita decente con gli amici la domenica ci vogliono almeno 50 euro anche più del doppio se si va in pista. Le gomme e la manutenzione costa e vediamo in giro sempre meno moto. Gli scooter vendono causa esigenze economiche e la GS causa moda o imprenditori/avvocati/medici/notai figaccioni che non hanno mai posseduto una moto e che le hanno parcheggiate in casa solo per il gusto di dire “io ce l’ho”, infatti basta cercare tra l’usato per rendersi conto che ci sono GS del 2006/2007 con 4 o 5mila chilometri all’attivo. Credo anche che visti i costi di acquisto del nuovo che chi come me ha una bella R1 2008 nel garage se la tiene stretta e c’è pure chi, sempre come me, non ama molto che sui semimanubri ci siano un casino di tasti che nella guida sulle strade aperte al traffico servono zero. L’S1000RR infine sarà anche una bella moto ma per guidarla e sfruttarla bisogna essere dei piloti veri e allora la mia buona e bella R1 anche se con 15 cv meno mi regala sensazioni impagabili comunque e mi permette di fare delle passeggiate in tutta sicurezza perchè dove faccio la cazzata io ci mette una pezza lei. Alla fine credo che lei mi ami. Ti amo anche io R1 mia.